Silvio Gesell, terrore di usurai e banchieri

Nel sedicesimo secolo l’astronomo Niccolò Copernico cambiò il mondo. Egli scoprì che la Terra ruota intorno al Sole, e non viceversa come insegnava la dottrina corrente. Questo fatto cambiò completamente la visione del mondo degli uomini e aprì la porta all’avvento dell’era moderna, scientifica e tecnologica.

Il grande genio  misconosciuto Silvio Gesell (1862-1930) fece una scoperta analoga, di una portata inimmaginabile, ribaltando totalmente la più radicata delle false dottrine attuali. Non si dirà mai abbastanza del personaggio di Silvio Gesell, la cui figura sarà onorata e valorizzata dalle generazioni future, che avranno riconosciuto quanto grande è il debito di riconoscenza che l’umanità intera ha nel riguardo di questo suo illustre membro.
Gesell scoprì infatti “che il denaro deve ruotare attorno all’essere umano e non l’uomo ruotare attorno al denaro”

Silvio nacque il 17 marzo 1862 nel paesino di Sankt Vith, nella Vallonia belga. La misera situazione economica della famiglia impedì al talentato ragazzo di proseguire gli studi ed egli dovette cercarsi un lavoro qualsiasi per mantenersi, divenendo impiegato postale. A vent’anni Gesell decise di andare ad aiutare i suoi fratelli maggiori, che facevano i commercianti a Berlino. 

Dopo una breve parentesi come cronista a Malaga in Spagna e l’assolvimento del servizio militare, nel 1887 Silvio Gesell si trasferì a Buenos Aires, dove aprì una filiale della ditta commerciale dei suoi fratelli a Berlino. Le frequenti crisi economiche dell’Argentina, in particolare la grande depressione di quel fine secolo, lo indussero a profonde riflessioni sulla natura e sul funzionamento del sistema monetario, cioè sulla struttura stessa del denaro. Ne nacque la sua prima opera, pubblicata nel 1891 in Argentina, dal titolo “Una riforma sostanziale del denaro come passaggio allo Stato sociale”. 

Nel 1892 Silvio cedette ad un suo fratello la sua attività argentina e tornò in Europa. In Germania non poté stare, poiché a causa della sua seconda opera “La rinazionalizzazione del denaro”, in cui si scagliava contro la cessione a privati del reddito da signoraggio derivante dal diritto di battere moneta, qui veniva considerato un sovversivo e un sorvegliato speciale. Trovò rifugio a Les Hauts-Geneveys in Svizzera, dove visse facendo il contadino e continuando i suoi studi economici e dove fondò una rivista dal titolo “Riforma monetaria e fondiaria” che venne pubblicata fino al 1903. Dal 1907 al 1911 Gesell tornò a vivere in Argentina, stabilendosi poi in Germania dove continuò a pubblicare libri e riviste fino al 1916, quando a causa delle persecuzioni governative dovette emigrare di nuovo in Svizzera. 

Nell'aprile del 1919 venne chiamato a Monaco dal governo rivoluzionario della Repubblica dei Comitati, dove ricevette l’incarico di ministro delle finanze. Il suo ministero durò però soli sette giorni, dopodiché venne arrestato durante la sanguinosa fine della repubblica. Processato nel luglio di quell’anno venne assolto con formula piena da tutte le ingiuste accuse rivoltegli. A causa di questi fatti e della sua incessante attività a favore della riforma monetaria, però, la autorità svizzere gli negarono l’ingresso, e quindi non potendo raggiungere la sua azienda agricola Gesell fu costretto a rifugiarsi nei pressi di Berlino fino al 1924, quando ripartì per l’Argentina. Tornò nel 1927 a Berlino dove morì tre anni dopo a causa di una polmonite. 

A lui dobbiamo il sistema che venne denominato “l’ordine economico naturale”. Nel suo testo fondamentale intitolato “L’ordine economico naturale mediante terra e denaro liberi” egli spiega in dettaglio la sua geniale teoria basata su un nuovo tipo di denaro, sulla  proprietà pubblica del suolo, sulla libertà completa del mercato e dei suoi attori nonché sull’assenza di tasse e di povertà. Silvio Gesell ha inventato “l’anti-usura”, proponendo un denaro di proprietà pubblica il cui uso privato comporti dei costi. Egli aveva profeticamente previsto che senza tale riforma basilare il fenomeno della guerra non avrebbe mai potuto cessare. Alla fine della Prima Guerra Mondiale egli aveva preavvertito: “Nonostante la sacra promessa dei popoli di ripudiare per sempre la guerra, nonostante le grida di milioni: “Mai più guerra!”, in contrapposizione a tutte le speranze di un futuro migliore, devo dire che se viene mantenuto l’odierno sistema monetario, l’economia dell’interesse, allora io mi ardisco di affermare oggi che non passeranno 25 anni finché ci ritroveremo una nuova guerra, ancora molto più terribile!”.  

Silvio Gesell ha progettato un nuovo sistema economico libero da fluttuazioni congiunturali e un nuovo sistema sociale equo. Inventando la nuova moneta che mantiene stabile il proprio valore, egli ha risolto il problema di base dell’economia. Solo la garanzia della circolazione dei soldi, offerta dalla nuova valuta, permette di mantenerne costantemente stabile il valore.
Applicando subito il metodo scoperto da Gesell potremmo eliminare in un colpo solo la povertà, i debiti, le menzogne e le prevaricazioni, e dare subito inizio ad un’era di felicità, libertà e prosperità per tutti.
Ma attenzione! Silvio Gesell stesso ci ha messo in guardia, dicendo: “La verità è pigra come un coccodrillo nel fango del Nilo eterno. Il tempo per lei non vale, non si cura della durata di una vita umana; essa infatti è eterna.
Ma la verità ha un impresario che, essendo mortale come un uomo, ha sempre fretta.
Questo impresario si chiama errore.
L’equivoco non può lasciar passare pigramente le ere standosene nella sua tomba. Egli urta dovunque e viene dovunque urtato. A tutti è d’ostacolo. Nessuno lo lascia oziare. Esso è il pomo della discordia“.

Per approfondire: www.gesell.it

 

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